I 10 vinili da avere assolutamente, + uno
Sono una cantante e vivo di musica. Questa selezione non è solo una lista di dischi che hanno fatto la storia: è il mio racconto di ogni pezzo e del perché non possono mancare nella collezione di chi ama davvero la musica.
Sono figlia degli anni '80 e sono particolarmente legata alla musica pop, jazz, black e R&B, generi che hanno influenzato profondamente non solo i miei gusti musicali ma anche la mia vita da cantante. Ho due genitori amanti della musica ma dai gusti talmente diversi che mi hanno permesso di ascoltare di tutto. Mio padre, figlio della generazione beat alternativa. Mia madre, più giovane, attratta da luci e lustrini che si vedevano solo nei video della disco anni '70. Quei lustrini insieme a quelle voci profonde, a tratti intime e a tratti travolgenti, e quel groove hanno sempre catturato la mia attenzione.
Scegliere solo 10 vinili da avere assolutamente non è semplice. Ognuno dei miei dischi ha motivo di essere nella mia collezione. Ma se devo scegliere, eccoli, con le storie dietro.
1. Lady Soul — Aretha Franklin (1968)
Partiamo da lontano, ma questo è uno degli album di maggior successo di Aretha. Contiene capolavori come Chain of Fools e You Make Me Feel (Like a Natural Woman), quest'ultima composta da Carole King come ballata romantica e trasformata da Aretha in una vera preghiera gospel più che un pensiero d'amore. Lady Soul consacra l'artista, esalta il tema dei diritti civili che ha sempre difeso e mixa perfettamente gospel, blues e soul music.
2. Abbey Road — Beatles (1969)
Questo gruppo cambia profondamente la storia della musica e del pop mondiale, quindi un must to have. Abbey Road fu l'ultima registrazione in studio della band, dall'iconica copertina. Chi non ha provato a rifare quella foto sul marciapiede?
3. Sex Machine — James Brown (1970)
Il Funky di James Brown, re indiscusso del genere, ha influenzato gran parte della disco music degli anni '70. Il pezzo fece scalpore: fu il primo singolo della storia a entrare in classifica con la parola “Sex” nel titolo. Ma c'è di più: è anche il primo brano che segna una svolta della musica funky. Dai riff di fiati predominanti ci si sposta sul groove, in cui basso e batteria diventano la chiave fondamentale del pezzo.
4. The Best Of — Earth, Wind & Fire
Band di grandissimo spessore musicale, che con un potente mix di soul, funk, R&B, pop, gospel e afro ha reinventato il corso della black music, rappresentando una delle più alte espressioni artistiche della seconda metà degli anni '70. Riuscite a stare fermi ascoltandoli?
5. Songs in the Key of Life — Stevie Wonder (1976)
Scegliere un album di Stevie Wonder è come scegliere un figlio preferito. Ma se devo farlo, è questo: non solo per la bellezza dei brani che esaltano tutto il talento e la creatività di Stevie, ma anche perché questo capolavoro lo consacra nell'olimpo dei top mondiali degli anni '70. Un mix perfetto di melodia pop, black music e feeling molto personale. Tra i singoli: I Wish, Sir Duke, As, Another Star.
Chicca personale: uno dei brani più noti di Stevie Wonder è I Just Called to Say I Love You, che ritengo essere il suo brano meno rappresentativo. Seth Riggs, il mio insegnante americano e coach anche di Wonder, mi raccontò che Stevie lo contattò per avere un parere sul brano prima che uscisse. Seth disse: “È la tua peggior composizione. Sarà un successo!”. Il pezzo diventò un successo planetario. Da quell'episodio, prima di ogni release, Stevie Wonder chiamò sempre Seth Riggs per un parere, una sorta di portafortuna e gesto scaramantico oltre che di stima.
6. Thriller — Michael Jackson (1982)
Non credo ci sia bisogno di spiegare perché Thriller è in questa lista. Michael Jackson ha cambiato la storia inventando un genere musicale. Thriller è ancora oggi il disco più venduto al mondo con oltre 110 milioni di copie. Prodotto con Quincy Jones, contiene praticamente solo hits: Beat It, Human Nature, Billie Jean, The Girl Is Mine.
Chicca personale: durante una chiacchiera con Quincy Jones in persona, ho scoperto aneddoti su Jackson e su questo disco. Ma per raccontarvi quella storia gli dedicherò un articolo intero.
7. The Best Of — Sade (dal 1987)
Nei primi anni '80 il panorama musicale mondiale viene sconvolto dall'arrivo dei Sade, che prendono il nome dalla bella cantante Sade Adu. Lei sembra arrivare da un altro pianeta: la chiamo La voce di seta ed è ancora oggi un mio punto di riferimento musicale importante. Ex modella, un concentrato di eleganza e classe, lancia in Europa uno stile misto tra R&B, jazz, soul e pop fino a quel momento sconosciuto.
8. Whitney — Whitney Houston (1985)
Qui non posso farne a meno. Forse non sapete che da bambina ho deciso che nella vita avrei fatto la cantante dopo aver sentito lei. Whitney non ha inventato un genere musicale ma un modo di cantare, sì. È ancora oggi la voce più bella e inimitabile. Con questo album conquista il primo posto in classifica mondiale, prima donna a raggiungere questo traguardo con il solo talento. Candidata ai Grammy in tutte le categorie. È la più alta espressione del pop, forse lontana dalla sua vera natura soul e gospel, forse parte delle cause della sua infelicità, ma anche segno della sua immortalità.
9. The Game — Queen (1980)
Con questo lavoro i Queen si aprono a sonorità nuove abbandonando gli anni '70. Cambio di look per la band e arrivo del sintetizzatore che cambia per sempre il loro sound. Il risultato è un album che coniuga il classico songwriting del gruppo con il desiderio di aprirsi a generi differenti. Another One Bites the Dust, dall'impronta molto black, li porterà a scalare le classifiche americane.
10. Back to Black — Amy Winehouse (2006)
Un salto di quasi trent'anni, obbligato se si selezionano solo dieci vinili. I testi di questo secondo album di Amy parlano di temi tosti: riabilitazione, depressione, malinconia e solitudine. Eppure la musica è così emozionante, intima e coinvolgente. La voce della Winehouse accarezza dolcemente e un secondo dopo ruggisce, spezzandosi ruvida in un tormento interiore palpabile. Molto vintage come concetto di vocalità tormentata e imperfetta, ed estremamente contemporaneo nel mostrare coraggiosamente la propria vita senza filtri. Questa è la lezione che Amy Winehouse dà al pop con questo disco.
+1. The Dark Side of the Moon — Pink Floyd (1973)
Aggiunta da una cara amica che non poteva non farlo. Anche se non amate la musica elettronica, questo album vi trasporterà nella parte oscura della luna. I temi sono impegnativi: dalla superficialità della vita allo spettro della follia, all'irrisione del consumismo, ai rapporti col prossimo. Termina con Eclipse che spinge a riconoscere il senso di comunità e fratellanza. 50 milioni di copie vendute ne certificano il valore universale.
Che ne pensate della selezione? E voi, anche di tutto un Pop nell'anima?










Ciao Paola,
Concordo assolutamente! Diciamo che nero a metà non lo metto in lista, merita il primo posto SEMPRE E COMUNQUE… poi tutto il resto!!!!!! Torna aleggerci, ci fa piacere!
Valentina
In linea di massima concordo, anche se nella mia lista avrei messo
Genesis – Foxtrot
David Bowie uno qualunque
Lucio Dalla – Dalla
Pino Daniele – Nero a metà
Van Der Graaf Generator – Still Life
Bee Gees – Spirit Having Flown
Bob Marley – Legend
Simply Red – Stars
Stevie Wonder
Aretha
+1 Pink Floyd
Bellissima selezione, ora dobbiamo riesumare il giradischi! Chissa se funziona ancora….