Graz cosa vedere in 2 giorni: la città dove i minuti non contano

La Murinsel di Graz, la conchiglia di acciaio e vetro in mezzo al fiume Mur, in una giornata di sole a dicembre

Ci sono città che conosci prima attraverso una persona. Per me Graz è Harry.

Harry è l'amico di mio padre da più di trent'anni. È lui che mi ha sentita cantare per la prima volta, quando ero bambina, in un ristorante del centro dove mio padre mi aveva portata. Anni dopo, per lui, ho cantato in Austria: eventi, cene, perfino il suo matrimonio, in quel ristorante del centro. Quelle occasioni in cui la musica dice, con tutto l'affetto che vorresti, quello che a parole, in un'altra lingua, non sapresti dire.

Stavolta niente concerto. Sono partita da Vienna nel tardo pomeriggio, ho dormito a Graz, ci ho passato una giornata intera e un'altra notte. Non mi ero mai accorta di quanto fosse graziosa: accogliente, curatissima. E ho capito una cosa: Graz, a due ore da Vienna, non è una gita da incastrare. Se hai tempo, merita almeno due giorni.

Come arrivare a Graz da Vienna: Flixbus o treno

Io ho preso il Flixbus, e lo rifarei. Ci mette poco più di due ore, ha il wifi e le prese, e ti lascia in Girardigasse, a pochi passi dal centro: scendi, lasci la valigia e sei già dentro la città. Le corse sono una decina al giorno, quindi puoi partire quando ti è comodo, anche nel tardo pomeriggio come ho fatto io.

L'alternativa, altrettanto comoda, è il treno: circa due ore e mezza, e i biglietti li trovi qui. E se arrivi dall'Italia, valuta il volo di andata su Vienna e il ritorno da Graz: spesso i prezzi si equivalgono e risparmi un trasferimento.

Lo Schlossberg: la collina che decide il ritmo della città

A Graz tutto gira intorno a una collina. Lo Schlossberg sta in mezzo alla città vecchia e la guarda dall'alto: ci sali con la funicolare in un minuto e mezzo, con l'ascensore scavato nella roccia, oppure a piedi, con circa 260 gradini. E per scendere c'è perfino una scorciatoia folle: uno scivolo scavato dentro la collina, 64 metri di dislivello in un tubo lungo circa 170 metri, considerato lo scivolo sotterraneo più alto del mondo. Il mio consiglio: su in funicolare e giù a piedi, così la città ti viene incontro un tetto alla volta. Oppure giù nello scivolo, se quel giorno hai coraggio.

Graz vista dallo Schlossberg: i tetti del centro storico, il fiume Mur e il Kunsthaus blu sullo sfondo

La Torre dell'Orologio, dove le ore contano più dei minuti

Guardala bene: la lancetta grande segna le ore, quella piccola i minuti.

Non è un errore. All'inizio l'orologio aveva solo la lancetta delle ore, grande per essere letta da lontano, e quella dei minuti è arrivata dopo, più piccola. A Graz si dice che tanto i minuti non interessano a nessuno. Mi piace questa idea: una città che ha deciso cosa conta e come scandire il suo ritmo.


Le Kasematten, un'opera dentro una prigione

A due passi dalla torre, tra le rovine della fortezza, c'è un palco all'aperto. Alla fine del Settecento quelle mura erano una prigione di Stato. Nel 1937 ci hanno inaugurato un teatro con il Fidelio di Beethoven, che è proprio un'opera ambientata in una prigione.

Da cantante, trovo questa scelta di un'ironia raffinata. Oggi d'estate ci sono concerti, con un tetto mobile che li salva dalla pioggia, e d'inverno ospita un mercatino dell'Avvento.

La cena in cima: il ristorante Schlossberg

La sera siamo risaliti con la funicolare, che di notte ha qualcosa di cinematografico: la cabina rossa che si arrampica e la città che si accende sotto.

La funicolare rossa dello Schlossberg di Graz di notte, con la città illuminata sotto

In cima, accanto alla stazione d'arrivo, c'è il ristorante Schlossberg, con le vetrate dal pavimento al soffitto e Graz tutta illuminata. E la cucina è all'altezza della vista, che non è un complimento da poco: la tradizione stiriana ripensata con leggerezza, piatti che ricordi anche il giorno dopo. Al piano di sopra c'è la SkyBar, tutta luci viola, per il bicchiere dopo cena, e per le feste private.

La SkyBar del ristorante Schlossberg di Graz, con le luci viola e la città illuminata oltre le vetrate

Non ero l'unica a pensarlo: il ristorante ha due cappelli Gault Millau ed è segnalato dalla Guida Michelin. Prenota, soprattutto se vuoi un tavolo vicino alle vetrate, e controlla gli orari: di solito è chiuso il lunedì e il martedì.

Il centro con Harry: una città raccontata da dentro

Nessuna guida ti porta dove ti porta chi in una città ci vive da sempre. In centro, Harry si è fermato davanti a un negozio di oggettistica. «Qui c'era il ristorante in cui ti ho sentita cantare la prima volta, con tuo papà. Eri bambina.» È lo stesso ristorante dove, anni dopo, ho cantato al suo matrimonio. Oggi non c'è più. Lui sì, e se lo ricorda. Per qualche istante ho rivisto quella bambina che sognava di fare la cantante, e mi ha presa una tenerezza enorme.

Poi mi ha portata dove lavora: la centrale della polizia, fino alla sala comando, perché la sicurezza di Graz, in buona parte, passa da lui. Una parete di schermi collegati, come la regia di una diretta televisiva, da cui la città si segue in tempo reale.

E poi la via dello shopping, con le facciate eleganti e le luci di Natale tese tra i palazzi, dove ho fotografato mio padre e Harry insieme.

Due amici di lunga data sorridono nella via dello shopping di Graz, con le luci di Natale tra i palazzi

Poi ci siamo lasciati sopraffare dal profumo delle caldarroste, fino alla vetrina di Haller, quasi in piazza: dolci, curiosità e una cascata di palline di Natale. Il negozio un tempo era una cappella della chiesa parrocchiale, e dal 1683 è una bottega: lo dice ancora l'insegna. Poco più in là, merenda all'Operncafé, accanto all'Opera: un caffè lungo sotto una nuvola di panna, in un locale con più di centocinquant'anni di storia.

Un caffè lungo con la panna all'Operncafé di Graz, tra piante e luci calde

L'insalata nera

Da bambina, a Graz, mangiavo un'insalata che per anni ho chiamato l'insalata nera. Non era altro che insalata condita con l'olio di semi di zucca della Stiria, lo Steirisches Kürbiskernöl: un verde così profondo, con riflessi rossastri, che nel piatto sembra nero. Qui è un prodotto tutelato dal 1996, e ogni bottiglia ha la sua fascetta numerata.

Stavolta, a cena con gli amici austriaci, l'ho ordinata al cameriere proprio così: «Vorrei un'insalata nera.» Abbiamo riso tutti, anche perché per anni Harry, ogni volta che veniva a trovarci in Italia, ci portava una bottiglia di quell'olio. Se vuoi portarti a casa un pezzo di Stiria, è il souvenir giusto: mettilo in stiva, se viaggi solo con il bagaglio a mano non passa i controlli. E se non vuoi aspettare il prossimo viaggio, questo arriva direttamente da un produttore della Stiria.

Il pilota diventato albergatore

Allo Schlossberghotel, dentro una teca, ci sono due caschi di Formula 1. Uno è di Sebastian Vettel, con una dedica scritta a mano: «Lieber Helmut, zur Erinnerung an ein grandioses Jahr», caro Helmut, in ricordo di un anno grandioso. L'altro è di Max Verstappen.

I caschi firmati di Sebastian Vettel e Max Verstappen in una teca dello Schlossberghotel di Graz

Helmut è Helmut Marko, grazese. Da pilota, nel 1972, un sasso gli portò via un occhio e la carriera nello stesso istante. Avrebbe potuto fermarsi lì. Invece ha riempito d'arte gli alberghi della sua città e, dietro le quinte della Formula 1, ha accompagnato fino al titolo mondiale proprio i due ragazzi di quei caschi. Due dediche dentro una teca: il modo più discreto di raccontare una seconda vita.

L'altra Graz: l'astronave e la conchiglia

Graz sa essere antica e sfacciatamente contemporanea nello stesso sguardo. Lungo il fiume Mur, tra i tetti barocchi, spunta una specie di grande bolla blu con le antenne: è il Kunsthaus, il museo d'arte contemporanea. Qui lo chiamano «Friendly Alien», l'alieno amico. L'hanno progettato due architetti londinesi, Peter Cook e Colin Fournier, per il 2003, quando Graz era capitale europea della cultura, e all'inizio non piaceva a nessuno, né ai cittadini né ai giornali. Oggi è uno dei simboli della città.

Il Kunsthaus di Graz, la grande bolla blu chiamata Friendly Alien, con un campanile barocco sullo sfondo

La chicca, che quasi nessuno nota: una delle aperture sul tetto è rivolta proprio verso la Torre dell'Orologio. Il nuovo che guarda il vecchio, da una riva all'altra.

Poco più in là, in mezzo al fiume, galleggia la Murinsel: una conchiglia di acciaio e vetro collegata alle due rive da due passerelle, con un caffè dentro. L'ha disegnata l'artista newyorkese Vito Acconci, sempre per il 2003. Doveva durare un anno solo, e costò così tanto da far discutere mezza città. È ancora lì, si attraversa gratis, ed è uno dei posti più fotografati di Graz.

E per chi cerca tutt'altro tipo di sfogo, Graz ha perfino una stanza della rabbia, Smashbox: protezioni addosso e piatti da rompere, finché la tensione non se ne va. Io non l'ho provata.

La chicca di Harry: le finestre sotto i piedi

In centro c'è un cortile dove il selciato si apre in grandi coni di vetro che sprofondano nel terreno. Sembrano buchi, invece sono finestre: sotto c'è il centro visitatori del Joanneum, il primo museo pubblico d'Austria, fondato nel 1811, collegato alla Biblioteca regionale della Stiria. La luce del giorno scende fin quasi a dieci metri di profondità, e da sopra intravedi il mondo che c'è sotto. E dietro c'è una storia d'amore: l'ha fondato l'arciduca Giovanni, che per sposare la figlia di un mastro di posta aspettò dieci anni il permesso dell'imperatore.

Graz su misura: tre situazioni

I tetti rossi del centro di Graz dall'alto, con la via dello shopping e il Municipio sullo sfondo

Se arrivi la sera da Vienna

Io sono arrivata nel tardo pomeriggio, ed è un ottimo modo per cominciare. Lascia la valigia e sali sullo Schlossberg con la funicolare: la prima cosa che vedi di Graz è la città accesa dall'alto, con la Murinsel illuminata sul fiume. Cena in cima, e il giorno dopo sei già orientata.

Se hai un giorno solo

Al mattino lo Schlossberg, su in funicolare e giù a piedi, passando dalla Torre dell'Orologio. Poi il centro, la Murinsel e il Kunsthaus, che sono a pochi minuti l'uno dall'altro. La sera, cena con vista e Flixbus di ritorno. Si fa, ma corri: per questo ti dico due giorni. E se vuoi solo goderti la giornata senza pensare a niente, c'è un tour privato da Vienna a Graz in giornata, con tutto organizzato.

Se ci vai a dicembre

D'inverno le giornate si accorciano, ma qui succede il contrario: durante le feste la luce si prende lo spazio, e in tutta la Stiria la campagna si riempie di luci, profumi e tradizioni. L'Avvento, da queste parti, lo chiamano la quinta stagione. E Graz ne è il cuore.

I mercatini sono piccoli e sparsi per il centro, quindi non serve un programma: camminando li trovi. Sali alle Kasematten per il mercatino dell'Avvento sulla collina, e prenota la cena in cima con anticipo, perché a dicembre i tavoli vicino alle vetrate vanno via in fretta. E passa dalla piazza principale, la Hauptplatz: il palazzo del Municipio è davvero bello, e a dicembre davanti c'è un grande abete illuminato. A pochi passi, nel cortile del Landhaus, c'è il presepe di ghiaccio, scolpito ogni anno da un artista finlandese in decine di tonnellate di ghiaccio trasparente. E nei sabati d'Avvento i mezzi pubblici e la funicolare dello Schlossberg sono gratuiti (nel 2025 era così: prima di partire controlla le date dell'anno).

Dove dormire a Graz

Io ho dormito al Motel One, e te lo consiglio se ti piace qualcosa di particolare: colorato, pop, comodo per girare il centro a piedi. Se cerchi qualcosa di ancora più insolito, c'è questo hotel, strano e all'avanguardia: è un limehome, appartamenti con i servizi di un hotel, dentro Argos, l'edificio firmato da Zaha Hadid, a due passi dal centro storico. Dormire dentro un'architettura così è già un pezzo di viaggio.

Se invece vuoi dormire dentro una storia, scegli lo Schlossberghotel, quello dei caschi: ai piedi della collina, a pochi passi dalla funicolare, con l'arte su ogni parete. E se vuoi confrontare con calma, qui trovi tutti gli hotel di Graz.

Domande e risposte su Graz

Graz si visita in un giorno?

Si può, partendo presto da Vienna e tornando la sera. Ma con due giorni ti godi lo Schlossberg di giorno e di notte, e non corri.

Come si arriva a Graz da Vienna?

In Flixbus in poco più di due ore, con una decina di corse al giorno, oppure in treno in circa due ore e mezza.

Dove si mangia con vista su Graz?

Al ristorante Schlossberg, in cima alla collina, accanto alla stazione d'arrivo della funicolare.

Cos'è l'olio di semi di zucca della Stiria?

È lo Steirisches Kürbiskernöl, un olio tutelato dal 1996 e prodotto in Stiria: verde scurissimo, quasi nero, dal sapore di nocciola tostata. Qui si usa soprattutto per condire l'insalata.

Prima di partire

Se Graz è il giorno in più del tuo viaggio, il resto lo trovi nel mio itinerario di Vienna in due giorni, e le mie tappe nella mappa di Vienna.

E se anche tu hai una canzone legata a una persona e a una città, come la mia con Harry, sai già cosa intendo quando parlo di una dedica.

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