Ciaspolata notturna all’Alpe di Mera (Valsesia)

La Valsesia è la valle accanto alla mia, le Prealpi Biellesi. La conosco bene, ci sono cresciuta praticamente a fianco. Eppure c'è una versione di quella montagna che non avevo ancora incontrato: quella di notte, a piedi, nel silenzio, con la frontale in testa e le ciaspole sulla neve. Un gruppo di amiche, una sera d'inverno, e improvvisamente un posto familiare che torna a sorprenderti.

Lavoro sui palchi. Luci, tacchi, eventi, volume. C'è sempre qualcosa da fare, qualcuno che aspetta, qualcosa da essere. E ogni tanto, senza troppa retorica, ho bisogno di scegliere il contrario. Il buio. Il silenzio. Il freddo che ti rimette nel corpo. Quella sera in Valsesia è stato esattamente quello.

Ciaspolata notturna Alpe di Mera Valsesia

La montagna di notte cambia tutto

L'Alpe di Mera, sopra Scopello, è un altopiano con vista sul Monte Rosa. Di giorno è aperto, panoramico, luminoso. Di notte cambia completamente linguaggio. La luce della frontale crea un piccolo cerchio attorno ai tuoi passi. Il resto sparisce. Ed è impressionante quanto cambi la percezione quando il paesaggio smette di mostrarsi completamente: cammini più lentamente, ascolti meglio, senti il respiro, il rumore ovattato delle ciaspole sulla neve. Nelle serate di luna piena puoi persino spegnere la frontale per alcuni tratti: la neve riflette abbastanza luce da guidarti senza forzare lo sguardo. Non è buio totale. È una penombra che obbliga a fare attenzione. E forse è proprio lì che la montagna diventa interessante, perché quando il mondo si restringe percepisci molto di più.

A un certo punto ci siamo fermate completamente. Silenzio. L'unico rumore rimasto era quello delle ciaspole sulla neve. Un suono secco ma ovattato, quasi ritmico, ipnotico. Per me, che vivo continuamente tra musica, eventi e volume, è stato probabilmente il dettaglio più forte della serata.

La guida fa la differenza

A guidarci è stato Edoardo Zanoletti, guida escursionistica del territorio (Instagram). C'è una differenza enorme tra fare un percorso ed essere accompagnati da qualcuno che quel luogo lo conosce davvero. Non ci ha solo indicato il sentiero: ci ha raccontato come cambia la neve dopo il tramonto, perché certi tratti diventano più stabili col freddo, come si muovono gli animali durante la notte. Ed è lì che capisci una cosa importante: la montagna di notte non è vuota. È solo più discreta.

La cena in rifugio

Cena in rifugio ciaspolata Alpe di Mera

Arrivare al rifugio illuminato nel buio ha qualcosa di profondamente rassicurante. Le finestre accese, le guance rosse per il freddo, i guanti lasciati ad asciugare, il vino versato lentamente. La cucina di montagna non nasce per essere fotografata. Nasce per scaldare. Polenta, formaggi fusi lentamente, ingredienti semplici e sostanziosi. Dopo il freddo il corpo riconosce immediatamente ciò che gli serve. E anche le conversazioni cambiano tono. Per due ore nessuno guarda il telefono. Quando torni a casa non ti senti più leggera. Ti senti più presente.

Rifugio Alpe di Mera Valsesia cena

Cosa mettere nello zaino

Per una ciaspolata notturna all'Alpe di Mera: vestirsi rigorosamente a strati con layer intimo tecnico, pile e giacca e pantalone impermeabili, preferibilmente da sci. Poi scarpe impermeabili serie, guanti caldi e una frontale carica. Prenotare con anticipo nei weekend. Dettagli e calendario aggiornato su InValsesia.

Come arrivare

L'Alpe di Mera si trova sopra Scopello, in Valsesia, ai piedi del Monte Rosa. È a circa un'ora e tre quarti da Milano, un'ora e mezza da Novara, due ore da Torino, un'ora da Biella. Abbastanza vicina da partire nel pomeriggio, abbastanza lontana da farti sentire davvero fuori ritmo.

La montagna non fa rumore. Ma ti ricorda esattamente dove sei. E forse, in fondo, è questo il vero viaggio, anche se parti per poche ore.

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