Berlino in 3 giorni (o meglio, 2 e mezzo), Weekend tra passato e presente

Ero a Berlino per cantare all'inaugurazione della sede distaccata di un'azienda italiana. Uno di quegli eventi che ti portano in città che non avresti magari scelto in quel momento, e che poi ti lasciano con la voglia di tornare. Avevamo tre giorni, o meglio due e mezzo: sabato pomeriggio, domenica intera e lunedì mattina prima del volo. Il programma era fittissimo e avevamo paura di non riuscire a rispettare tutte le tappe. Col senno di poi: tenendo un buon ritmo si può fare tutto.
Per le impressioni personali su questa città leggi I mille volti di Berlino.
Giorno 1
Dopo aver preso possesso della camera nella zona di Friedrichstrasse (consigliata), prima tappa Bebelplatz, con il suo Teatro dell'Opera, il Palazzo dell'Università e la Cattedrale di Sant'Edvige. Questa piazza fu il luogo del famoso rogo di libri considerati inappropriati dai nazisti.
Da qui, proseguendo a piedi, si raggiunge Gendarmenmarkt, una delle piazze più eleganti di Berlino. Due edifici gemelli, il Duomo tedesco e il Duomo francese, con in mezzo la Konzerthaus. Vale visitare il Duomo tedesco: l'interno completamente rinnovato in cemento è il primo grande contrasto tra vecchio e nuovo.
Poi il quartiere Nikolaiviertel, il nucleo storico di Berlino. Nei suoi vicoli si respira una città completamente diversa e più autentica. Sorpresa: tutto quello che si vede oggi era stato quasi interamente distrutto durante la seconda guerra mondiale e ricostruito negli anni '80.
Da non perdere il Duomo, con la cupola salibile per una visuale d'insieme. Ultima tappa della giornata: Alexanderplatz, con la Torre della Televisione, la Chiesa Marienkirche (1380), la Fontana di Nettuno e il Municipio Rosso. L'orologio Mondiale e la Fontana dell'Amicizia tra i Popoli, onestamente, non mi hanno entusiasmata.
Giorno 2

Sveglia presto. Prima tappa il Checkpoint Charlie, il noto posto di blocco della Guerra Fredda che collegava il settore sovietico con quello americano. La guardiola ricostruita è un po' turistica come meta, ma se avete tempo vale visitare la Topografia del Terrore e l'edificio della Luftwaffe nelle vicinanze.
A piedi circa un chilometro, si arriva a Potsdamer Platz, il masterplan di Renzo Piano. Dalla caduta del Muro è tornata a essere un punto di riferimento della vita berlinese, con il Sony Center, la Torre Debis, la Kollhoff Tower.
A pochi passi, il Memoriale dell'Olocausto: 2.711 blocchi di cemento rettangolari su una superficie ondulata. Da fuori sembrano di altezza simile, in realtà variano da 20 cm a 4 metri. L'effetto è claustrofobico, intenso, emozionante.
Poi la Porta di Brandeburgo, simbolo della divisione e poi dell'unità. Il Reichstag: la cupola in vetro vale la visita, ma va prenotata con almeno una settimana di anticipo sul sito ufficiale. La visita è gratuita.
Nel pomeriggio, l'Isola dei Musei. Anche se non siete appassionati d'arte, entrate almeno a vedere i palazzi e gli interni. Gli imperdibili: il Bode Museum (scultura, arti applicate, Donatello e Canova), il Museo Altes e il Museo Neues, dove si trova il busto di Nefertiti. I biglietti conviene prenderli prima, perché le code all'ingresso mangiano metà pomeriggio: qui trovi i biglietti per i musei di Berlino.
Una precisazione utile se stai organizzando adesso: il Museo Pergamon, quello dell'Altare di Pergamo e della Porta del mercato di Mileto, è chiuso per un restauro lungo. La riapertura, parziale, è prevista per giugno 2027. Se avevi in mente quello, mettilo in conto per un prossimo viaggio e non per questo.
Per cena abbiamo scelto il ristorante della Torre della Televisione in Alexanderplatz. La salita e la cena si pagano a parte, i prezzi vengono ritoccati spesso, quindi conviene controllarli sul sito ufficiale e prenotare per tempo. Un po' turistico, forse. Ma veder nevicare da lassù, accompagnati dal pianoforte e da un buon vino, è stato magico.
Giorno 3


La mattina prima del volo all'East Side Gallery: 1 km di Muro rimasto in piedi lungo la Mühlenstraße, trasformato in galleria a cielo aperto da 106 murales. I più famosi: il Test the Best di Birgit Kinder (la Trabi che sfonda il Muro) e Il Bacio mortale di Vrubel (Honecker e Brezhnev). Abbiamo percorso la via e immortalato ogni opera. Nonostante un freddo polare.
Consigli pratici
Dove dormire. Noi eravamo nella zona di Friedrichstrasse e la rifarei: sei al centro di tutto e la maggior parte delle tappe si fa a piedi. Questo è l'hotel che ho provato, e se lo trovi pieno questa è l'alternativa che terrei d'occhio. Se preferisci guardare tutto, qui ci sono gli hotel a Berlino.
Berlin WelcomeCard: comprala appena arrivi, si trova anche in aeroporto. Attenzione a quale prendi, perché non sono tutte uguali. La versione standard parte da circa 26 euro e comprende i mezzi pubblici più gli sconti sulle attrazioni, ma non l'ingresso gratuito ai musei. Se il tuo programma ruota intorno all'Isola dei Musei ti serve la versione Museum Island 72 ore, che include un ingresso al giorno nei cinque musei dell'isola. I prezzi cambiano spesso, controllali prima di partire.
Cibo: la cucina tedesca non è il fiore all'occhiello, ma il kebab a Berlino è una cosa seria. La comunità turca è grande e i kebab sono notevoli. Per il dopocena il quartiere Mitte è il migliore, con birrerie di quartiere dove si beve bene senza spendere molto.
In regalo, per chi legge fin qui
La Mappa Segreta
I posti che ho trovato, per caso e non, e che non stanno in nessuna guida. Una cabina telefonica per parlare con chi non c'è più. Una capsula del tempo murata sotto una cattedrale, da aprire nel 3790.
E su ognuno, la finestra giusta per andarci.
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