Barcellona in 3 giorni: itinerario tra Gaudí, El Born e la città vera

Barcellona: la Rambla e il quartiere El Born

Barcellona è una città che ho nel cuore, che ho visto crescere dalla prima volta nel 1990 ad oggi.

Barcellona è una città che ho nel cuore, che ho visto crescere dalla prima volta nel 1990 ad oggi. Sono molto fortunata perché il mio lavoro mi porta spesso in giro per il mondo, come questa volta. L'evento a cui canto è organizzato al museo marittimo in centro a Barcellona, ma come al solito, tra una canzone e l'altra mi ritaglio qualche ora per godermi la città. Barcellona è una città che premia chi rallenta: i mercati la mattina presto, le tapas alle due di pomeriggio, la passeggiata nel quartiere Gótico quando i negozi sono chiusi e le strade appartengono a chi le abita davvero. Tre giorni fatti bene lasciano qualcosa che dura più di un viaggio più lungo fatto di corsa.

3 curiosità su Barcellona che forse non sapete

1. Sapevate che una volta la Rambla era un fiume?

Infatti la parola Rambla significa proprio torrente. Oggi, come potrete vedere dal video che ho postato qui sotto, c'è solo un fiume di gente ogni giorno, ma è ciò che rende viva e frizzante questa città.

2. La Sagrada Família non piaceva proprio a tutti

La Sagrada Família, che pare sarà terminata nel 2026 in occasione del centenario della morte di Gaudí, l'artista sinonimo del modernismo catalano, non piaceva a tutti. George Orwell la definì "uno degli edifici più orrendi del mondo". Tra gotico e modernismo non perdetevi anche Casa Vincens e Casa Batlló.

3. Fino al 1992 non c'erano spiagge a Barcellona

Dove oggi ci si rilassa e si prende la tintarella c'erano fabbriche e capannoni. Tutto cambiò in occasione dei Giochi Olimpici, quando la zona venne riqualificata e ripensata per il benessere dei cittadini e dei turisti.

Conoscevate queste tre curiosità su Barcellona?

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Giorno 1: Gaudí e il Modernisme

La Sagrada Família si prenota online, con anticipo: non è negoziabile. La mattina è il momento migliore, quando la luce entra dalle vetrate dell'abside orientale e trasforma l'interno in qualcosa che non ha confronti nell'architettura religiosa contemporanea. Gaudí ci ha lavorato per quarantatré anni e non l'ha vista finita. L'obiettivo è il 2026.

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Per il Parco Güell invece il link è QUESTO!

Nel pomeriggio: Parco Güell. I terrazzi mosaicati, la sala ipostila, la visione urbanistica di Gaudí che avrebbe dovuto diventare un quartiere residenziale. Tramonto dall'alto del parco con vista su Barcellona e il mare all'orizzonte.

Sera: Barrio Gótico. La serata è ideale per esplorare il cuore medievale di Barcellona. Cena in uno dei ristorantini intimi e poi perditi tra i vicoli storici o goditi qualche drink in uno dei tanti bar alla moda.

Giorno 2: il Born, la Barceloneta e il Museo Picasso

Il quartiere Gótico al mattino è un'altra cosa rispetto al pomeriggio. Le strade medievali intorno alla cattedrale, i vicoli stretti che portano a piazze inaspettate. Il Mercat de Santa Caterina, meno noto del più famoso Mercat de la Boqueria, ha un tetto a mosaico colorato e una vita locale autentica.

Il Born è il quartiere che preferisco a Barcellona: design shop, gallerie d'arte, aperitivi con vermouth a mezzogiorno come vuole la tradizione catalana. Il Museu Picasso, con tutto il suo percorso formativo spesso dimenticato a favore delle opere mature, è in una delle vie medievali più belle del quartiere. Vale molto più di quello che si aspetta chi lo conosce solo di nome.

Serata alla Barceloneta: non per i ristoranti sul fronte mare, ma per la passeggiata e per trovare la cena in uno dei vicoli dietro. Per prenotare con anticipo, TheFork è la soluzione più rapida.

❇️ Barcellona è celebre per le sue tapas. Un piatto da non perdere è la "patatas bravas", patate fritte in cubi servite con una salsa piccante (#elbornbarcelona, quartiere dove trovarle).

❇️ Il Museo Picasso di Barcellona ospita una delle collezioni più estese delle opere di Pablo Picasso, con un focus particolare sui suoi anni di formazione. Luogo ideale per esplorare l'arte e la cultura catalana.

Giorno 3: Eixample, Montjuïc e i dettagli nascosti

Il terzo giorno è per l'Eixample, il quartiere modernista a griglia perfetta progettato da Cerdà nell'Ottocento. Casa Batlló e Casa Milà, la Pedrera, sono i due capolavori gaudiani da non perdere. La Pedrera al tramonto, con il tour del tetto e le terrazze scultoree che si illuminano lentamente, è uno dei momenti più particolari che si possano vivere in città.

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Il mattino inizia con una visita a Montjuïc: la funicolare, il Castello di Montjuïc, il Museo Nazionale d'Arte della Catalogna (MNAC). Il pomeriggio finale lo dedico al quartiere di Gràcia: meno turistico, più barcelonès. Piazze dove i bambini giocano, negozietti vintage, bakery indipendenti. Concludi con lo spettacolo della Fontana Magica di Montjuïc, gratuito e perfetto per salutare questa città incantevole.

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Come arrivare e muoversi

Per i voli, Skyscanner per confrontare le tariffe da tutte le città italiane verso Barcellona: ci sono molti voli diretti, spesso a prezzi molto competitivi. Per l'hotel, hotel Barcellona su Booking: il Born o l'Eixample sono le mie preferenze, ben collegati e con vita locale autentica. In città si usa la metro e si cammina molto: le scarpe comode non sono un optional.

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Domande frequenti su Barcellona

La Sagrada Família vale davvero? Sì, è uno degli edifici più straordinari del mondo. Ma va prenotata online con anticipo, altrimenti si perdono ore in fila.

Quando è meglio visitare Barcellona? Primavera, da aprile a maggio, e autunno, da settembre a ottobre. L'estate è molto calda e molto affollata. L'inverno è mite e piacevole con meno turismo e prezzi più bassi.

Qual è il quartiere migliore dove dormire? Il Born o l'Eixample: ben collegati, vicini ai punti principali, con vita locale autentica.

È sicura Barcellona? Come tutte le grandi città turistiche, richiede attenzione ai borseggiatori nelle zone affollate. Borsa a tracolla chiusa, portafoglio in tasca interna: basta così.

Barcellona resta

Tre giorni a Barcellona sono pochi ma fatti così, restano a lungo. Ogni viaggio lascia una nota diversa nella mia valigia: da Barcellona porto sempre il vermouth del Born alle 12, il silenzio dei vicoli gotici all'alba e quella luce che cambia tutto, perché nel Mediterraneo la luce è un personaggio, non solo uno sfondo.

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