Trekking sul Monte Grona: Un’avventura tra cielo e lago di Como

Cantavo ad un evento VIP sul Lago di Como. Il giorno dopo, invece di dormire fino a tardi come avrei dovuto, mi sono ritrovata in cima a una montagna a 1.736 metri. Ancora non so bene come sia successo. Ma la vista valeva ogni passo.
Il cliente mi aveva ospitata a Tremezzo dopo l'evento. La mattina dopo, qualcuno ha nominato il Monte Grona. E da lì a partire il passo è stato più breve di quanto pensassi.
Il Monte Grona: cosa aspettarsi
Il Monte Grona fa parte delle Prealpi Comasche, nel triangolo tra Lago di Como e Lago di Lugano. È uno di quei posti che i locali conoscono bene e i turisti del lago quasi mai, perché sono troppo occupati a guardare le ville dall'acqua. Torto loro.
La vetta è a 1.736 metri e dalla cima, nelle giornate limpide, si vedono tre laghi contemporaneamente: Como, Lugano e il piccolo Lago di Piano. È uno di quei panorami che non si dimentica facilmente: il lago sotto, le Alpi sullo sfondo, e quella sensazione di essere sospesa tra due mondi completamente diversi.
Come arrivare e dove dormire
Si parte da Plesio, frazione di Breglia, sopra Menaggio. Se vuoi dormire a due passi dalla partenza del trekking, l'Albergo Breglia è la scelta più strategica: sei già in quota e la mattina parti riposata. Per il parcheggio: puoi lasciare l'auto vicino all'hotel e allungare il percorso a piedi, oppure salire in auto per circa 2-3 km fino all'imbocco del sentiero, dove si può parcheggiare per 3 euro. Io ho fatto così.
Per dormire nella zona del Lago di Como: hotel su Booking.
Il percorso passo per passo
Segui il sentiero per il Rifugio Menaggio tenendo la destra al primo bivio: meglio in salita, così in discesa hai il panorama sempre davanti. Il sentiero sale tra boschi di faggi, radure e tratti rocciosi. Il paesaggio cambia abbastanza rapidamente con la quota: si passa dal verde del bosco alle rocce aperte, e a ogni curva si guadagna un pezzo di orizzonte in più.
Il Rifugio Menaggio è a 1.383 metri. È aperto nei weekend primaverili ed estivi e serve piatti tipici della tradizione lombarda di montagna: polenta, formaggi locali, zuppe. È una delle migliori scuse per fermarsi a metà percorso, o per aspettare il tramonto al ritorno.
Dal rifugio hai due opzioni per raggiungere la vetta. La Via Ferrata (anche chiamata Corda Molla) è per chi vuole adrenalina vera e ha esperienza con le attrezzature ferrate. La Via Normale è panoramica, adatta anche a chi non è un alpinista, e richiede circa un'ora fino in cima. Io ho scelto la Via Normale, con zero rimpianti.
In cima ho proseguito anche fino alla Chiesetta di Sant'Amate, un piccolo oratorio storico aggrappato alla roccia con una vista straordinaria sul versante opposto. Vale i dieci minuti in più di cammino.
Al ritorno: polenta al rifugio. Non è negoziabile.
Consigli pratici
Il periodo migliore va da aprile a ottobre. In estate partire presto la mattina per evitare il caldo e trovare il rifugio aperto al ritorno. Il meteo sul Lago di Como può cambiare velocemente: porta sempre una giacca impermeabile anche se al mattino il cielo è limpido.
Sul percorso non ci sono punti di ristoro fino al rifugio, quindi porta acqua sufficiente. Se vai nei weekend estivi, il rifugio può essere affollato: arriva presto o vai nei giorni feriali per un'esperienza più tranquilla.
Una chicca: il Monte Grona è visibile dall'altro lato del lago, da Bellagio e Varenna. Se ci sei stato e hai guardato verso le montagne sopra Menaggio, probabilmente l'hai già visto senza saperlo.
Scarpe da trekking robuste — giacca impermeabile — acqua e spuntino per il percorso.