Birmania, un viaggio nel tempo: emozioni in una terra d'Oriente slow

Birmania, un viaggio nel tempo: emozioni in una terra d'Oriente slow

Ci sono viaggi che restano impressi nell'anima come melodie che continuano a risuonare dentro di noi. La Birmania – o Myanmar – è stato uno di questi. Un'esperienza che ha rapito il mio cuore e coinvolto tutti i sensi, in una terra d'Oriente dal ritmo lento, dove il tempo sembra essersi fermato.

 

"In Birmania, ogni gesto è lento, ogni sguardo è pieno.
Non esiste la fretta, non esiste il rumore.
C’è solo la vita, vissuta con dignità, anche quando si ha poco o niente."

 


Quando ho deciso di organizzare un viaggio in Birmania, la domanda più comune è stata: "Perché proprio la Birmania?" .

La mia risposta si è rivelata nel momento in cui ho messo piede in questo paese: un luogo che mantiene vive le tradizioni più antiche del sud-est asiatico, rimasto immune all'occidentalizzazione e ai boom economici, sotto la dittatura di un regime militare che ne ha negato l'evoluzione.

Un viaggio in Birmania non è un viaggio qualunque. È un luogo ricco di tradizioni, magico, mistico, "incontaminato".

Ho attraversato mercati brulicanti di vita, dove i profumi delle spezie si mescolano ai sorrisi sinceri delle persone. Mi sono immersa in villaggi fuori dal tempo, dove la vita scorre lenta e armoniosa, e la natura sorprende con la sua bellezza incontaminata.

I templi sono l'essenza della filosofia di vita birmana, dove essere monaco è un privilegio, un'occasione non solo per pregare e per la fede, ma per studiare, riscattarsi in qualche modo, confrontarsi e conoscere persone.

La storia del Myanmar affonda le sue radici in tempi antichissimi, ed è il paese che in Oriente registra il maggior numero di templi buddhisti . Ancora poco esplorato, ma con la voglia di proiettarsi verso il futuro e riscattarsi, il Myanmar è una terra da scoprire: persone sorridenti, mercati vivaci, villaggi fuori dal tempo e una natura sorprendente.

 

Mi sono persa nei colori aranciati dell’alba su Bagan e ritrovata in un lago – l’Inle – dove anche il tempo sembrava galleggiare.

Il Myanmar è una terra che sfugge alle definizioni.


Non è solo “Asia”, non è solo “spiritualità”. È un insieme di gesti antichi, volti segnati, profumi di spezie e incenso. È un Paese che ti osserva, ti abbraccia piano e ti cambia un po’.

 

La mia considerazione personale è che il Myanmar potrebbe aspirare a un'economia turistica come le vicine Thailandia o Indonesia. Tuttavia, esiste il rischio che, dopo anni di sfruttamento coloniale e chiusura imposta dalla dittatura militare, il paese possa diventare una destinazione ad uso e consumo del turista, alla ricerca di un benessere economico facile e veloce, poco finalizzato allo sviluppo e al futuro della popolazione.

Su tutto, non dimenticherò mai la dignità di un popolo ospitale che non perde occasione di regalare un sorriso e aiutarti come può, e la cantilena di una lingua incomprensibile di cui ricorderò per sempre il suono del saluto "MINGALARBAR" .

 

C'è qualcosa nei suoi silenzi che assomiglia alla musica.
Quella che senti solo se impari ad ascoltare davvero.
E io, che vivo di suoni, lì ho imparato a fare spazio.
A non “riempire”, ma ad accogliere.

 

SCOPRI IL MIO ITINERARIO COMPLETO DEL MYANMAR!

 

IL MONDO E' TUTTO DA SCOPRIRE! PRENOTA IL TUO PROSSIMO VIAGGIO QUI!

Lascia un commento

Si prega di notare che i commenti sono soggetti ad approvazione prima di essere pubblicati